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Considerando  che la scherma italiana  è una  disciplina più medagliata alle olimpiadi, abbiamo proposto al CUS Cagliari un loro inserimento nella nostra sperimentazione sportiva. La risposta positiva ha permesso di svolgere diversi moduli sia a scuola che nella palestra del CUS a Cagliari. La scherma è uno sport che racchiude in se valori etici importanti, che è possibile far trasmigrare dalla pedana alla vita di tutti i giorni ove, oggi più che mai, si impone l’impegno e la correttezza dei comportamenti.

Svolgendo il modulo i ragazzi hanno verificato che  è facile da praticare, divertente confrontarsi con i compagni, avere un rapporto diretto con l’istruttore che ti segue costantemente e ti spiega le azioni.La scherma  stimola la rapidità e la capacità di resistenza, aiuta a gestire i riflessi, a controllare l’aggressività, sviluppa la lucidità mentale e l’autocontrollo.

Confrontandosi tra loro i ragazzi hanno sfruttato le proprie caratteristiche fisiche per sorprendere l’avversario.

La scherma come disciplina sportiva all’interno della sperimentazione si è proposta di perseguire i seguenti obiettivi formativi generali:
Rispetto delle regole,
Rispetto dell’avversario

Conoscenza delle regole e delle differenze sostanziali esistenti fra le tre armi della disciplina, conoscenza dei principali elementi tecnici, conoscenza della corretta terminologia delle azioni schermistiche.
La disciplina consente di esprimere al massimo la fantasia e la creatività dell’individuo, che è libero di interpretare con il massimo protagonismo espressivo un assalto, trovando soluzioni personali per ottenere la vittoria, nel pieno rispetto delle regole. relazioni e rispetto degli avversari.

L’approccio utilizzato dagli istruttori  è  stato l’impiego alternato dei metodi induttivo e deduttivo.
Con il metodo induttivo il ragazzo  è protagonista. Sono state  proposte situazioni che lasciano ad ognuno la possibilità di trovare le soluzioni più idonee per raggiungere l’obiettivo prefissato, stimolando in questo modo l’osservazione attraverso un movimento di esplorazione, aiutando la comparazione attraverso il confronto con gli altri e favorendo la sperimentazione attraverso l’esecuzione in modo autonomo del gesto.

Il metodo deduttivo è stato usato in alternanza al metodo induttivo per affinare le esperienze motorie: l’insegnante determina compiti, regole, ruoli e gesti motori e ne richiede l’applicazione su uno o più gesti tecnici, dopo la spiegazione e la dimostrazione.

        

Da diversi anni i nostri studenti si recano nella palestra di via Bizet, dove Matteo insegna loro una delle attività più particolari, entusiasmanti ed apprezzata del nostro corso, “l’Arrampicata”.

L'Arrampicata è una vera e propria disciplina sportiva, la cui nascita è relativamente recente.
Il modulo  ha come obiettivo principale di fornire a ragazzi delle medie la possibilita’ di conoscere e praticare un’ attività che li possa avvicinare al mondo della montagna, a seconda del grado di difficoltà a seconda delle potenzialità o difficoltà del singolo individuo.

Il modulo è finalizzato all’educazione motoria, alla promozione sportiva dell’arrampicata e alla formazione della persona nella globalità emotiva, relazionale e sociale.

Il progetto intende integrare la formazione motoria e sportiva dei ragazzi sviluppando e consolidando la capacità di arrampicare come elemento utile alla padronanza degli equilibri, all’autonomia motoria ed emotiva in situazioni inusuali, inoltre è favorita la formazione di una personalità più responsabile e autonoma capace di riconoscere le situazioni a rischio per gestirle prevenendo il pericolo.

         

L’attività è stata svolta in parte presso la palestra della scuola di via Turati e in parte presso la palestra “Full Time” di via Orsini, dove un più ampio spazio del tatami ha permesso lo svolgimento delle lezioni in modo ottimale

Nozioni teoriche

Sono state presentate alcune nozioni teoriche su:

- Origini del Judo

- parole giapponesi ancora in uso e loro significato 

- regole fondamentali di comportamento nella pratica della disciplina sportiva in oggetto.

L’attività didattica si svolge partendo da una piccola presentazione della disciplina sportiva. Seguono poi le prime nozioni fondamentali sulle cadute, essenziali nella pratica del Judo.

Per le tecniche in piedi si prediligono tecniche come “o soto gari” e “tai otoshi” tecniche di gamba e “uchi goshi” tecnica di anca. Per l’esecuzione sono previste semplici nozioni di elementi di equilibrio e squilibrio del corpo dell’avversario, perché proprio sfruttando una situazione di squilibrio è possibile eseguire in modo corretto le tecniche. Quindi sono stati proposti esercizi col compagno inginocchiato a terra e in seguito in posizione eretta.

Una volta apprese le nozioni è stata proposta una piccola attività di lotta in piedi alla quale i ragazzi hanno risposto con entusiasmo dimostrando una ottima capacità di esecuzione

Per la lotta a terra si spiegano le nozioni generali di tutto quello che è compreso nella lotta a terra ma si propone ai ragazzi solo la parte delle “immobilizzazioni”. Anche per la parte a terra sono state proposte situazioni di gara per le quali i ragazzi hanno dimostrato un particolare interesse ed anche qui si è notata una elevata capacità di apprendimento

La società Arcieri Nuragici di Cagliari da qualche anno collabora attivamente con la nostra istituzione scolastica.

Il fascino di una disciplina cosi antica ha sicuramente affascinato i ragazzi.

L’obiettivo di questo modulo è quello di fornire le basi utili per potersi divertire con arco e frecce in sicurezza e, perché no, scoprirsi in breve talenti naturali. Questa disciplina non richiede particolari doti atletiche per cui tutti gli studenti sono partiti ad armi pari. Non richiede movimento nello spazio e quindi non richiede particolari competenze negli spostamenti spaziali. Aiuta la coordinazione, il controllo di sé, la capacità di concentrarsi, l’equilibrio e cosa molto utile, può essere svolta sia al chiuso, sia all’aperto, in campi di tiro idonei.

Gli obiettivi della sperimentazione sono stati:

  • Promuovere la pratica sportiva e migliorare l’abilità fisica affinando la capacità di gestione al proprio schema corporeo.
  • Sviluppare la capacità di adattamento a situazioni di equilibrio precario e di risposta in chiave dinamica a situazioni e sollecitazioni impreviste.
  • Sviluppare la capacità di orientarsi nello spazio.


Gli studenti hanno scoperto l’utilizzo dell’arco come strumento strettamente correlato al proprio corpo e quanto sia importante la ripetitività del movimento per l’interiorizzazione del gesto e il raggiungimento del risultato.
La motivazione di base è il divertimento e la gioia di partecipare, piuttosto che l’obbligo di svolgere attività noiose; il godimento immediato garantisce la prosecuzione anche se l’attività può risultare faticosa.

 Si è passati dalla conoscenza e presa di coscienza  dell’attrezzatura di base e della tecnica per il tiro ad “arco nudo” direttamente all’esercitazione del tiro da 5 metri, passando poi alle esercitazioni.

    

Nelle classi seconde il viaggio più atteso è senza dubbio la “Settimana Bianca”, un incontro sci ai piedi con altre scuole della rete "Scuole per lo Sport", le Scuole medie ad indirizzo sportivo d’Italia. Come negli anni scorsi abbiamo scelto la bella località di Sappada graziosa località nelle Alpi Carniche al confine tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto.
Dal 12 al 16 marzo i nostri alunni delle classi 2^C e 2^E, accompagnati dalla prof.ssa Porceddu e dai prof Paderi e Uselli, hanno partecipato a questo viaggio entusiasmante, e a sentire loro indimenticabile.
Al rientro dalle vacanze natalizie i ragazzi erano già in trepidazione e hanno iniziato a fare il conto alla rovescia dei giorni e delle ore che mancano alla partenza; molti di loro i infatti non avevano mai visto la neve. Il giorno 13, dopo l'assegnazione di tuta, scarponi, casco e sci si parte per raggiungere le piste.
Dopo 4 ore di sci il primo giorno tutti i ragazzi sanno già andare a spazzaneve, il secondo sono in grado di scendere a sci paralleli, il terzo giorno vanno spediti sulle piste azzurre e i più temerari affrontano anche le rosse. Anche le serate in albergo erano fantastiche nella piscina le cui parete di vetro lasciava intravedere vedere il tramonto sulle montagne.

Il nostro Istituto è sempre alla ricerca di nuove iniziative, nuovi moduli per far conoscere agli studenti il maggior numero di sport. Spesso si pensa che praticare certi sport sia impossibile per mille motivi. L’equitazione è uno di quelli. Ci abbiamo provato ed è stato un successo.

Abbiamo scelto la struttura dell’ippodromo di Cagliari.

Abbiamo svolto un modulo di 15 ore, 5 incontri di tre ore ciascuno. Valeria ha promosso l’avvicinamento al cavallo e il contatto fino ad insegnare le nozioni di base.

Gestione del cavallo e principi di etologia equina, sellaggio – dissellaggio -pulizia e cura del cavallo. Durante questo corso abbiamo imparato le tre diverse andature: Passo, trotto e galoppo.

 

All’interno delle discipline acquatiche non poteva mancare la canoa. Il protocollo d’intesa è stato firmato con la storica società canottieri Ichnusa, che ospita i nostri studenti nello specchio d’acqua di “Su Siccu” . Tatiana oltre a stimolare ed entusiasmare i ragazzi, ha anche svolto  un importante veicolo di promozione ed informazione per l’inclusione sociale. Importante è stato anche  l’avvicinamento a questa disciplina per   le persone con disabilità, in un ambiente sereno e naturale, a contatto con la natura,  l’istruttrice ha voluto  creare un punto di incontro e di aggregazione in quello spirito che rende lo sport così speciale, e che spesso viene a mancare nella vita quotidiana dei giovani. L’attività di kayak  favorisce lo sviluppo muscolare, la coordinazione e la rapidità di movimenti e un’appropriata resistenza allo sforzo fisico. L’organizzazione oltre che lo stesso svolgimento dell’attività consente inoltre una significativa occasione di socializzazione.